Il percorso tematico vuole condurre il visitatore a esplorare i diversi modi di espressione delle differenze di genere che emergono dagli oggetti materiali conservati nel Museo, dall’età del Bronzo al tardoantico. Nelle culture che popolavano la Conca ternana tra il Bronzo Finale e l’Età del Ferro la stratificazione orizzontale si rivela nei corredi funebri delle Acciaierie: spada e lancia caratterizzano i membri maschili delle élites, mentre alle donne è riservato il telaio. La differenza tra maschile e femminile emerge in epoca romana nelle iconografie di donne velate, espressione del modello della matrona pudica. Gli uomini affermano il proprio dominio nello spazio politico e nelle transazioni economiche. Il visitatore scoprirà all’interno di questo percorso il significato di oggetti rappresentativi nel processo di costruzione culturale di identità maschili e femminili, come armi e rocchetti di telaio, ritratti, rilievi e iscrizioni.
Le attivitá domestiche: la filatura
(Necropoli delle Acciaierie, Sala 2, nn. 26-27)
Queste fuseruole in impasto provengono da sepolture femminili non meglio identificate e pertanto sono databili genericamente fra il X e l’VIII secolo a.C. Di forma biconica, in un caso poligonale, presentano diverse decorazioni: quella centrale mostra quattro sporgenze marcate da cerchi concentrici impressi a cordicella, la più piccola è decorata da fasci di linee, sempre impressi a cordicella.
La fuseruola, oggetto funzionale a mantenere in posizione il fuso durante la filatura, è molto diffusa nelle sepolture femminili della necropoli di Acciaierie, soprattutto nelle tombe con circolo di pietre, tendenzialmente più ricche. Altri esemplari sono qui visibili nel corredo delle tombe 146, 2, 3, VII, 70 (sala 3). Solitamente la fuseruola è deposta a fianco dell’inumata, in corrispondenza della parte alta del corpo, più frequentemente presso le braccia.
La presenza della fuseruola sottintende quella del fuso, che era perlopiù in materiale deperibile, verosimilmente legno, pertanto di difficile conservazione. Nella necropoli sono stati rinvenuti fusi in bronzo e in ferro, completi di asta e di rotella a più raggi, con o senza mozzo, rocchetti in impasto (n. 26 in questa vetrina) ed anche frammenti bronzei di conocchia, strumento che serviva a raccogliere una certa quantità di fibra grezza da filare. Ad un fuso, piuttosto che a uno spillone, potrebbe appartenere la rotella in bronzo a sei raggi, con mozzo conico e foro passante, dalla tomba 2 (sala 3).
La presenza di tali oggetti nei corredi rinvia all’attività della filatura e tessitura, attributo del mondo muliebre e indicatore di un elevato livello economico e sociale.