Museo Archeologico di Terni

Il percorso tematico vuole condurre il visitatore a esplorare i diversi modi di espressione delle differenze di genere che emergono dagli oggetti materiali conservati nel Museo, dall’età del Bronzo al tardoantico. Nelle culture che popolavano la Conca ternana tra il Bronzo Finale e l’Età del Ferro la stratificazione orizzontale si rivela nei corredi funebri delle Acciaierie: spada e lancia caratterizzano i membri maschili delle élites, mentre alle donne è riservato il telaio. La differenza tra maschile e femminile emerge in epoca romana nelle iconografie di donne velate, espressione del modello della matrona pudica. Gli uomini affermano il proprio dominio nello spazio politico e nelle transazioni economiche. Il visitatore scoprirà all’interno di questo percorso il significato di oggetti rappresentativi nel processo di costruzione culturale di identità maschili e femminili, come armi e rocchetti di telaio, ritratti, rilievi e iscrizioni.

Le attivitá domestiche: la filatura

(Scavi ex Poligrafico Alterocca, Tomba 96/3, Sala 4, vetrina A, nn. 4 e 12)

La tomba femminile 96/3 della necropoli indagata fra 1996 e 2000 presso l’ex Poligrafico Alterocca (VI secolo a.C.) si distingue per la consistente presenza di strumenti relativi all’attività della filatura: fuseruole e rocchetti in impasto.

Due sono le fuseruole, di forma troncoconica e con base piana, decorate da costolature, mentre i rocchetti, del tipo cilindrico con pareti a profilo concavo e basi sia piane che arrotondate, formano un gruppo di ben dieci esemplari, che era deposto ai piedi della defunta. Era inoltre presente nella sepoltura un peso da telaio, in associazione ai rocchetti.

Le fusaiole sono frequenti nelle sepolture femminili della necropoli di S. Pietro in Campo: di varie tipologie, si possono trovare in più esemplari per ogni tomba, in diverse posizioni. Sporadica è invece la presenza dei rocchetti, che ricorrono però sempre raggruppati in numerosi esemplari ai piedi della defunta, fino a oltre venti. Il quadro conferma quanto riscontrabile nelle sepolture indagate dai vecchi scavi della necropoli, a inizi Novecento (sala 6).

Potrebbe essere collegato analogamente all’attività della tessitura un grosso pane di argilla cruda del peso di 22 kg che copriva gli oggetti di corredo collocati ai piedi della defunta, per il quale, fra le varie ipotesi interpretative, è possibile pensare ad un originario utilizzo nel lavaggio e nella sgrassatura della lana e dei tessuti.