Museo Archeologico di Terni

Il percorso tematico vuole condurre il visitatore a esplorare i diversi modi di espressione delle differenze di genere che emergono dagli oggetti materiali conservati nel Museo, dall’età del Bronzo al tardoantico. Nelle culture che popolavano la Conca ternana tra il Bronzo Finale e l’Età del Ferro la stratificazione orizzontale si rivela nei corredi funebri delle Acciaierie: spada e lancia caratterizzano i membri maschili delle élites, mentre alle donne è riservato il telaio. La differenza tra maschile e femminile emerge in epoca romana nelle iconografie di donne velate, espressione del modello della matrona pudica. Gli uomini affermano il proprio dominio nello spazio politico e nelle transazioni economiche. Il visitatore scoprirà all’interno di questo percorso il significato di oggetti rappresentativi nel processo di costruzione culturale di identità maschili e femminili, come armi e rocchetti di telaio, ritratti, rilievi e iscrizioni.

Oggetti personali femminili: l'affibbiaglio

(Necropoli di S. Pietro in Campo, Tomba 36, Sala 6, vetrina C, n. 4)

La ricca tomba femminile 36 della necropoli di S. Pietro in Campo, comprendente numerose fibule e altri oggetti ornamentali in bronzo, pendagli e bracciali in avorio e ceramiche d’importazione della prima metà del VII secolo a.C., ha restituito due esemplari di affibbiaglio in bronzo di cinturone caratteristici dell’Orientalizzante ternano (n. 4).

L’affibbiaglio è formato da due parti che si intersecano, consistenti in una verghetta a sezione circolare, in bronzo fuso e martellato. Il filo è piegato in modo da formare tre occhielli di aggancio da una parte (femmina) e tre corrispondenti ganci nell’altra (maschio). Ganci e occhielli sono separati fra loro da una o due curvature. Sul lato esterno, le due estremità del filo si sovrappongono e ad esse era fissata la cintura, in tessuto o cuoio.

I due esemplari dalla tomba 36 differiscono fra loro per il numero di curvature che separa gli occhielli, una sola in un esemplare, due nell’altro, che conserva anche tracce di una fasciatura in sottili fili in bronzo, verosimilmente per il fissaggio alla cintura.

I fermagli in filo di bronzo ondulato, di cui si conservano altri esempi in questa sala, dalle tombe 37, 41, 46, ricorrono nella necropoli esclusivamente nelle tombe riconducibili a individui di sesso femminile. Solitamente un elemento si trova collocato presso la testa e l’altro presso il femore, segno che la cintura veniva deposta aperta e distesa lungo il corpo della defunta, parzialmente sovrapposta ad esso, anziché indossata.

L’affibbiaglio del tipo a tre occhielli è tipico dei sepolcreti di età orientalizzante ternani e costituisce quindi un elemento rappresentativo del costume delle donne locali. Dalla medesima area di necropoli, si veda ad esempio quello dalla straordinaria tomba femminile 98/1 (sala 4), con le due parti posizionate come di consueto all’altezza rispettivamente di testa e femore; altri esemplari provengono, inoltre, dalla necropoli delle Acciaierie.

Un’altra tipologia di elementi di cintura attestati nella necropoli di S. Pietro in Campo è costituita dalle placche quadrangolari in lamina di bronzo o ferro con file di borchie, rappresentate da diversi esemplari nelle sale precedenti.

Gli affibbiagli e le placche di cinturone rientrano nella variegata serie di ornamenti personali deposti nelle tombe femminili, su tutto il corpo, e comprendente fibule in bronzo o ferro, a volte arricchite da elementi in ambra, osso e avorio, bracciali in bronzo e avorio, anelli bronzei e pendagli in bronzo, osso, e avorio.