Il percorso tematico vuole condurre il visitatore a esplorare i diversi modi di espressione delle differenze di genere che emergono dagli oggetti materiali conservati nel Museo, dall’età del Bronzo al tardoantico. Nelle culture che popolavano la Conca ternana tra il Bronzo Finale e l’Età del Ferro la stratificazione orizzontale si rivela nei corredi funebri delle Acciaierie: spada e lancia caratterizzano i membri maschili delle élites, mentre alle donne è riservato il telaio. La differenza tra maschile e femminile emerge in epoca romana nelle iconografie di donne velate, espressione del modello della matrona pudica. Gli uomini affermano il proprio dominio nello spazio politico e nelle transazioni economiche. Il visitatore scoprirà all’interno di questo percorso il significato di oggetti rappresentativi nel processo di costruzione culturale di identità maschili e femminili, come armi e rocchetti di telaio, ritratti, rilievi e iscrizioni.
Ornamenti personali maschili e femminili: le fibule
(Necropoli delle Acciaierie, Tomba 3, Sala 3, vetrina C, nn. 5, 11, 13)
Il corredo della tomba 3 (IX-VIII secolo a.C.), femminile, presenta un buon numero di fibule, di diversa tipologia e decorazione, insieme ad altri oggetti di ornamento, e pertanto si presta a illustrare la varietà e ricchezza di questa tipologia di ornamenti nelle deposizioni femminili della necropoli di Acciaierie, anche all’interno di un’unica sepoltura.
Tra le tipologie qui presenti è la fibula ad arco di filo ritorto e con staffa semplice, rappresentata da cinque esemplari, tra cui la n. 5 si distingue per una torsione piuttosto rada, che ricorda la trama di una corda, distribuita lungo tutto l’arco, risparmiando le parti vicino alla molla e alla staffa.
Più complessa è la fibula ad arco semplice, di filo lievemente ingrossato, con staffa a disco configurato a spirale e spesso decorato, che presenta una notevole varietà nelle tombe femminili; nell’esemplare n. 11 la staffa è apparentemente priva di decorazioni incise, mentre l’arco presenta fasci di incisioni anulari parallele alternate a zone inornate.
Tra le fibule ad arco ingrossato con staffa a disco – spirale, di maggior pregio è la n. 13, dotata di sbarretta trasversale e anello infilato nell’ago; l’arco è caratterizzato da una serie di solcature anulari parallele, mentre la staffa è riccamente decorata da motivi geometrici incisi. Si può notare che in corrispondenza del disco si conserva una traccia di riparazione antica, realizzata con l’applicazione di una sottile lamina bronzea, fissata con chiodini ribattuti.
La disposizione delle fibule all’interno delle sepolture sembra rispondere a degli schemi, che vedono, ad esempio, quelle con staffa a disco concentrarsi presso il petto e le clavicole, spesso con disposizione verticale, così da far bella mostra delle decorazioni che le caratterizzavano. Altri tipi di fibule, come quelle ad arco semplice, potevano invece trovare posto ai lati dell’inumata, lungo le gambe, fino alle caviglie. Oltre che da un gusto estetico e da motivazioni rituali, la posizione poteva dipendere da esigenze funzionali, cioè chiudere e fissare adeguatamente le vesti funebri.
L’abbondanza e varietà di fibule che si riscontra in molti dei corredi femminili della necropoli lasciano supporre che più che di un’offerta per la defunta si trattasse in realtà dell’esibizione di tutto il corredo posseduto in vita, al fine di ostentare il livello sociale elevato di alcuni individui e delle famiglie di appartenenza.